Museo
Archeologico: si veste di nuovo
Tutto ciò che si poteva sperare in
un
museo archeologico è stato compresso
e selezionato nel catalogo di quel viaggio un po'
virtuale un po' metafisico che è l'archeologia
italiana. Considerando che al sud esistono il
60% dei reperti archeologici e in particolare in
Campania, non è un caso che sia nato proprio qui il
museo di archeologia che raccoglie reperti
multi culturali di luoghi e tempi differenti. Dai
reperti Maya, a quelli dell'archeologia
egizia, dai reperti greco-romani, ad
antiche monete, dalle ambre con insetti
alle porcellane asiatiche dei famosi
Vasi Ming e della dinastia Han. Il
museo archeologico è noto per essere il primo ad avere
una rete di relazioni internet e un network di
affiliazioni web più coeso. Questo risultato forse è
dovuto sopratutto al fatto che il museo è un luogo di
soli sponsorizzazioni di aziende private che investono
nella cultura senza nessun ritorno economico.
Pinacoteca Nazionale, forse questa
è la parola chiave per questo tipo di progetto di sito
archeologico, ma certamente non è un
antiquarium bensì un luogo di raccolta
e di collezione dei beni culturali provenienti da
vari siti archeologici internazionali.
Regolarmente detenuti in Italia, quelli del museo
archeologico sono i reperti di importanti civiltà che
nella storia del mondo hanno lasciato un segno
indelebile, hanno costruito un valore e una certezza per
il futuro e una memoria del passato. Consolidare le
basi del museo archeologico significa anzitutto non
voler dimenticare chi siamo e le nostre memorie
storiche, ma sopratutto significa guardare la futuro con
occhi di bambini e con fare da saggi. L'attenzione che
oggi, il contemporaneo, il critico moderno, ma
sopratutto le nuove generazioni, pongono nei confronti
del museo archeologico è significativo e
pertinente affinché le memorie storiche e i reperti
negli scaffali di un magazzino museale possano essere
restituite intatte al futuro. Oggi, la nuova
generazione, sta declinando la scelta delle
mostre e delle visite museali, nuovi
linguaggi e nuove prospettive si affacciano al futuro,
nuovi schemi e nuovi concetti di museografia bisogna
mettere in atto affinché le pinacoteche, le biblioteche
e i luoghi della vecchia cultura espositiva
diventino attrazione anche per i
giovani. Se non si compierà questo primo
coraggioso passo di voler cambiare linguaggio espositivo
rischieremo di trovarci musei archeologici vuoti tra
vent'anni. Questo manifesto dell'archeologia moderna
vuole sottolineare, soprattutto per i curatori dei beni
culturali delle nuove generazioni, come nel
Museo Archeologico Nazionale sia sempre
più necessaria la presenza di linguaggi contemporanei
legati alla memoria storica dell'archeologia, come ad
esempio l'archeorealismo di Evan De
Vilde oppure i primi tentativi di arte
contemporanea fatti da Ai Weiwei su manufatti
antichi. La presenza di nuove forme di espressione
linguistiche ed estetiche all'interno dei musei
di archeologia nazionale è importante per
accogliere il target dei giovani e delle prossime nuove
generazioni. Vedere il museo archeologico sempre come
uno scaffale di reperti antichi senza coinvolgimento
emotivo né espressione artistica coinvolgente farà sì
che il museo archeologico del domani
resterà un contenitore ricco di belli oggetti bomboniera
e vuoto di spettatori.
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